Coronavirus: anche il lockdown uccide

Mentre il mondo si appresta a ricominciare la vita nella seppur parziale normalità dopo il confinamento dovuto al COVID19, cominciano anche le ricerche per comprendere come il forzato confinamento imposto per limitare la pandemia ha inciso sulla vita delle persone.

E il primo dato allarmante che emerge è quello relativo alla violenza domestica, aggressioni e femminicidi che hanno avuto un incremento del 20% in tutti i Paesi. Secondo uno studio dell’Onu, quest’anno potrebbero esserci 15 milioni di casi di abuso in più, che potrebbero salire a 31 milioni se l’obbligo di restare a casa sarà prolungato di sei mesi.

I dati ce li fornisce uno studio della Unfpa, l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa anche di fare indagini sulle popolazioni, realizzato insieme alla John Hopkins University, all’Università australiana Victoria e alla Avenir Health.

La cronaca ci riporta una realtà incredibile: in Gran Bretagna, la polizia ha arrestato più di 4mila persone per abusi domestici nelle prime sei settimane di isolamento nel Paese; le telefonate al numero creato dal governo per chiedere aiuto sono aumentate del 49%. In Messico, tra gennaio e febbraio, c’è stato un aumento del 9,1% dei femminicidi rispetto allo stesso periodo del 2019. In Argentina, in soli 14 giorni sono state uccise 12 donne.

Le violenze sono aumentate anche a New York del 30% ad aprile, secondo i dati forniti dal governatore Andrew Cuomo, e lo stesso è successo in Libano, in Malesia, in Cina. Il Parlamento europeo ha trasformato uno dei suoi edifici a Bruxelles, quello dedicato a Helmut Kohl, in un centro di accoglienza per le donne.

Lo studio ci dice inoltre che le conseguenze del lockdown si sono fatte sentire soprattutto nei paesi con sistemi sanitari e di protezione meno forti. Nel giro di 6 mesi, se dovessero continuare misure consistenti di blocco, 47 milioni di donne in Stati a basso e medio reddito potrebbero non riuscire a usare contraccettivi moderni, portando a 7 milioni di ulteriori gravidanze indesiderate.

La pandemia inoltre sta mettendo in grossa difficoltà tutti programmi di aiuto e assistenza, compresi quelli contro le mutilazioni genitali femminili e il matrimonio infantile, con il risultato che nei prossimi dieci anni potrebbero esserci circa 2 milioni di casi di mutilazioni genitali in più rispetto a quanto si sarebbe verificato e circa 13 milioni di matrimoni tra minori.

Anche in Italia la violenza sulle donne ha avuto nei primi mesi dell’anno un incremento esponenziale: donne costrette a rimanere chiuse in casa con compagni violenti che approfittando del momento non hanno esitato a perpetrare soprusi, sopraffazioni, aggressioni fisiche e psicologiche.

La sicurezza di tutti, e soprattutto dei soggetti più deboli, deve essere un diritto garantito in ogni momento storico, sociale e sanitario. Anche su questo bisognerebbe riflettere.

 

A cura di Valeria Lupidi – Vice Presidente ANCIS

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ANCIS A DISPOSIZIONE DEL CITTADINO

L’attuale emergenza CORONAVIRUS sta sconvolgendo le vite delle persone. Arrivano da più parti tante notizie, spesso confuse, poco rassicuranti o contrastanti tra loro. Mascherina sì o no? Andare al lavoro o stare in casa? Lo sport si può fare? E la scuola come riprenderà?

Sono interrogativi che tutti ci poniamo ed ai quali, in questa FASE 2, si stanno aggiungendo anche questioni connesse alla sicurezza, non solo sanitaria, ma anche, come ricordato da fonti istituzionali, quella connessa ad una recrudescenza della criminalità che in questo periodo di lockdown sembrava avesse avuto una battuta di arresto (fatta esclusione per la violenza domestica che, a causa della convivenza forzata, ha raggiunto livelli esponenziali).

La nostra associazione non è insensibile a queste nuove necessità ed insicurezze e mette a disposizione la propria esperienza nel settore della sicurezza e dell’indagine, nonché le professionalità di cui è dotata, per consulenze, consigli, suggerimenti, ricerca di soluzioni o anche solo per ascolto di chi, in questo momento così particolare, sente la necessità di parlare con qualcuno.

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